Piatti tipici di Montefiascone

Tradizioni · Cucina

Enogastronomia e ricette tipiche di Montefiascone

Dalla sponda del lago alla terra dei vulcani vulsini: la cucina tipica di Montefiascone unisce la delicatezza dei pesci d'acqua dolce alla ricchezza rustica delle zuppe contadine della Tuscia.

La Sbroscia: la zuppa di pesce del Lago di Bolsena

La Sbroscia è la zuppa di pesce di lago più caratteristica di Montefiascone e dell'intero bacino lacustre. Nata storicamente come piatto unico preparato dai pescatori direttamente sulle barche o sulla riva del lago, impiega i pesci pescati nella giornata.

La ricetta tradizionale prevede l'uso di tinca, luccio, coregone, persico e anguilla cotti in un brodo profumato con pomodori freschi, cipolla, aglio, patate tagliate spesse e l'immancabile mentuccia selvatica. Viene servita caldissima su fette di pane casareccio raffermo leggermente strofinate d'aglio e abbrustolite.

La spalla acida, sapida e agrumata dell'Est! Est!! Est!!! DOC Classico si abbina idealmente alla grassezza aromatica dell'anguilla e dei pesci di lago, lasciando la bocca pulita e fresca.


L'Acquacotta della Tuscia

L'Acquacotta rappresenta la quintessenza della cucina contadina viterbese. Un tempo pasto umile consumato dai pastori e dai butteri durante il lavoro nei campi, si basa sul recupero di verdure spontanee ed elementi poveri della dispensa.

La base consiste in cicoria di campo bollita con patate, aglio, pomodoro e mentuccia selvatica. La zuppa viene arricchita negli ultimi minuti di cottura con un uovo in camicia ("uovo sperso") o con pezzi di baccal dissalato, e versata bollente su fette di pane casareccio raffermo e irrorata con abbondante olio extravergine d'oliva a crudo.


La Scafata e i dolci tipici: i Tozzetti della Tuscia

La Scafata è una tipica zuppa primaverile a base di fave novelle fresche (chiamate scafi in dialetto), carciofi teneri, cipolle novelle, bieta e guanciale di maiale rosolato, cotta dolcemente in pentola per esaltare i sapori dell'orto.

Sul fronte dei dessert, i Tozzetti della Tuscia sono i protagonisti indiscussi. Simili ai cantucci toscani per la forma allungata e la doppia cottura al forno, si differenziano per l'impiego delle rinomate nocciole locali dei Monti Cimini (Gentile Romana) anziché delle mandorle. Si gustano tradizionalmente bagnati nella Cannaiola di Marta DOC, un vino rosso dolce, fresco e amabile che ne completa i sentori tostati.